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Il castello riscoperto, con vista

Sarteano, Siena

Quando giunsi per la prima volta a Castiglioncello del Trinoro il borgo rischiava di essere cancellato per sempre dalle mappe e dalla storia. Le mura erano crollate, le strade quasi cancellate, i tetti avevano ceduto e i giardini erano soffocati dalla vegetazione. Nonostante tutto, me ne innamorai. La sua bellezza non era di superficie, ma profonda e un po’ mistica. Castiglioncello mi apparve come un luogo ricco di carattere e storia. Così nacque il mio desiderio irrefrenabile di proteggere questo borgo

Michael Cioffi


Ci sono i luoghi così inflazionati da risultare stucchevoli: chi  non ha fotografato il famoso gruppetto di cipressi di San Quirico? Chi non ha messo la mano per sorreggere, contando sulla prospettiva, la torre di Pisa? Poi ci sono luoghi meravigliosi, ma sconosciuti, persino nell’inflazionata Val d’Orcia:  sono quelli riservati ai veri viaggiatori, a coloro che dedicano tempo alla conoscenza, danno spazio all’approfondimento. Magari sono piccoli insediamenti che hanno rischiato l’abbandono anche perché tagliati fuori dal variare delle condizioni economiche, e non si trovano a bordo strada o in luoghi facilmente accessibili come, invece, i soliti “cipressi”. Si sa, le cose veramente belle non sono a portata di mano. Tra queste c’è Castiglioncello del Trinoro, antico comune che si raggiunge con un tratto di strada bianca, in un territorio selvaggio, costellato di tombe etrusche e ritrovamenti archeologici. Ecco, questo castello riscoperto, con il borgo e gli avanzi di mura è, semplicemente, il cuore di un regno incontaminato che ti regala spazi aperti incredibili e uno dei paesaggi più belli del mondo. Lo ha capito un facoltoso americano di origini italiane, amante del Rinascimento e dell’Opera lirica, che lo ha trasformato in albergo diffuso (ribattezzato “Monteverdi”, non a caso). Le abitazioni sono state recuperate, per fortuna senza tradire l’essenziale eleganze che il luogo richiede, ed è stata finanziata la campagna di scavo del possente cassero: il cuore dell’insediamento medievale. Sono le testimonianze di una storia complessa, fatta di un susseguirsi di proprietà e ingerenze tutte medievali, nei confronti di una orgogliosa comunità: si va dalle famiglie nobili (i Manenti, i Salimbeni, i Cennini) ai frati camaldolesi, fino alle città Stato di Orvieto, Siena, Firenze e al Granducato di Toscana. Mister Cioffi ha visto giusto: una tale connubio di  storia, cultura e natura rimasto così autentico era impossibile da lasciarselo sfuggire. 

Mediatore culturale


Giulia Santelli

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