Da Siena in Maremma, con gli occhi di Simone Martini

Medioevo, Siena, Toscana

Da Siena si può a affrontare un viaggio tra vigneti, paesaggi incredibili e alcuni emblemi dell’arte senese, che arriva a Montemassi, il castello dipinto da Simone Martini nel Palazzo pubblico di Siena, che vede in primo piano Guidoriccio da Fogliano. L’itinerario è spettacolare, specie passando per l’eremo di Montespecchio, l’abbazia di San Galgano e Roccatederighi, ad appena otto chilometri di Montemassi. Questo potrebbe essere il castello dipinto di fronte, ma più plausibilmente è una struttura fortificata destinata all’assedio. A valle, sempre nel dipinto da Simone Martini, ci sono i vigneti. Sembrano quelli stessi delll’azienda, nella medesima posizione, dell’azienda Rocca di Montemassi. A breve distanza ecco Rocca di Frassinello, la cantina-capolavoro di Renzo Piano e Giuncarico. Forse è il castello dipinto proprio sotto al “Guidoriccio”? O forse è Arcidosso? Poco male, una deviazione verso l’Amiata, al ritorno, può toglie anche questo dubbio. L’itinerario richiede l’accompagnamento di un guida ambientale, o di una guida specializzata in storia dell’arte. Si può anche tentare un confronto con uno studioso di arte senese, per una conoscenza approfondita, destinata a studiosi, appassionati, esperti. In ogni caso sono indispensabili approfondimenti prima della partenza e il confronto con un “ambasciatore” del territorio, per visitare con consapevolezza il Palazzo Pubblico o Montemassi, avere accesso alle cantine in condizioni esclusive.


Siena, da vivere con lentezza

Siena è una piccola, grande città da scoprire con lentezza. L’assenza totale del traffico nel centro storico e l’integrità secolare degli edifici impongono attenzione ai particolari, una necessaria comprensione di grandi valori (è patrimonio dell’Umanità per l’Unesco). Musei, monumenti, istituzioni culturali, il legame con le eccellenza in campo enogastronomico del territorio circostante, suggeriscono di assaporare con calma una incredibile stratificazione di eccellenze. Oltre a una preparazione prima del viaggio, è indispensabile un confronto con un ambasciatore, per conoscere lo spirito del luogo di una città che ancora tramanda abitudini secolari, come l’esistenza delle Contrade e del Palio dimostrano, altrimenti impossibili da comprendere. Questa è una città che ha visto grandi generazioni di pittori, scultori, architetti, ingegneri, musicisti, letterati. Solo per rispetto ai lavori che anno lasciato, una visita non si può limitare a due ore, o a un giorno.  La musica della Chigiana o di Siena Jazz, due Università, il Santa Maria della Scala, l’Orto botanico sono altri riferimenti, ma l’elenco potrebbe continuare. C’è la possibilità di visitare selfie nel Campo o in piazza del Duomo lasciamoli, per favore, a turisti frettolosi. Il mediatore culturale aiuterà a preparare e vivere una esperienza indimenticabile, non facile seguendo i tradizionali canali. Alberghi e ristoranti sono in molti casi “turistici”… difficile trovare professionalità, autenticità, un buon rapporto qualità prezzo: solo una persona del posto è in grado di farlo.

Colline Metallifere, lo scrigno nascosto

C’è un “buco nero”, uno dei tanti, rispetto alle consolidate rotte turistiche e ai territori più inflazionati. Eppure, tra la costa Toscana, la Maremma, la Val di Merse e la Val d’Orcia ecco le Colline Metallifere. Area trasversale rispetto ai confini provinciali e delle precedenti città-Stato, eppure omogenea. Punto di riferimento è Massa Marittima, di dominazione senese, forse il più rilevante per dimensioni e retaggio storico-artistico. Lo circondano altri interessanti  Comuni: Sassetta, San Vincenzo, Campiglia Marittima, Suvereto, Monteverdi Marittimo, Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Radicondoli, Chiusdino, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada, Massa Marittima, Gavorrano, Scarlino, Follonica, Castiglione della Pescaia. L’interesse, in passato (fin dagli Etruschi) erano per i giacimenti minerari ferrosi, come l’argento, il rame, la pirite o lo stagno e la lignite fino agli attuali soffioni boraciferi, fonte di energia elettrica. Si capisce perché lo Stato senese, abbia tentato di conquistare, ad ogni costo, gran parte di questo territorio contro lucchesi e pisani. Piccole e grandi esperienze, visite a musei, percorsi nella natura, luoghi segreti, ristoranti e strutture ricettive d’eccellenza, degustazioni laboratori didattici. Tutto è possibile, grazie ai nostri mediatori culturali presenti nel territorio.

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