Il cuore di Riga

Nomi da fiaba nel Paese che non ti aspetti

Baltici, Europa, Lettonia

La Lettonia è una nazione piccola, frutto della fusione di diverse anime. Territori che rimandano alle prime tribù che popolarono questi territori in riva al Baltico, conservando nomi che, in italiano, sembrano il frutto di uno scrittore di favole: Curlandia, Livonia, Letgallia, Semgallia. Ti aspetti un luogo denso di foreste, castelli, piccoli villaggi, ed è proprio così: la Lettonia, con una tranquillità fiabesca che stride con un passato di guerre e feroci occupazioni. Riga, poi, è bellissima e leggera, piena di sensi e di significati. Romanticamente affacciata sul Mar Baltico, saprà conquistare anche i più scettici con il suo centro storico inserito dall’Unesco tra i Patrimoni dell’Umanità, grazie a un’architettura che mescola lo Jugendstil al gotico e al barocco. In ogni caso, non pensate a una città grigia: è un porto della Lega Anseatica, viene fondata dai tedeschi e, per la travagliata storia dei Paesi baltici, occupata più volte. Come il resto della Lettonia ha assunto architetture e usanze che arrivano da Russia, Germania, Svezia, Polonia, Bielorussia… Un coacervo affascinante.

Le regioni della Lettonia compaiono nelle cronache europee grazie alla Crociate organizzate dai Cavalieri Teutonici intorno al XII secolo. Nello stesso periodo le varie città baltiche si mettono in evidenza per prosperità e commerci, facendo parte della Lega Anseatica. La Livonia (Vidzeme) che si estende intorno al Golfo di Riga, nel 1207 vien riconosciuta feudo dell’impero e spartita tra la città di Riga, il vescovato e l’Ordine Teutonico. Dopo la crociata, nel 1225 entra a far parte  del Sacro Romano Impero, come possedimento dei Portaspada, poi costretti a cederla alla Lituania. Nasce così l’Ordine di Livonia, come branca separata dal Teutonico, con riferimento il re di Polonia. Nel 1420 venne costituita la Confederazione della Livonia, che arriva  a comprendere l’attuale Estonia, mentre nel 1561 la Livonia viene assorbita dal Granducato della Lituania. Dopo appena 70 anni, nel 1621 è la Svezia a conquistare Riga e la provincia di Livonia, che perde esattamente dopo un secolo, durante le guerre del Nord. La Lettonia finisce nella sfera d’influenza dell’Impero russo, che la sottopone a un intenso processo di colonizzazione culturale, pur mantenendo nella capitale il tedesco come lingua ufficiale. 

La Curlandia (in lettone Kurzeme; in tedesco Kurland; in polacco Kurlandia; in latino Curonia o anche Couronia) ha un destino analogo: appartiene dell’Ordine cavalieri Teutonici di Federico II Hohenstaufen, come provincia dello stato dell’Ordine Teutonico della Livonia (circa 1200-1560). In seguito diventa un ducato all’interno della Confederazione Polacco-lituana (1560–1794) e una gubernija dell’Impero russo (1795-1918). Un fatto curioso è che il Ducato di Curlandia sia la più piccola tra le nazioni europee a colonizzare le Americhe, in particolare  l’isola caraibica di Tobago. I primi tentativi  si registrano nel 1637, poi nel 1642, operazione riuscita con lo sbarco del 20 maggio del 1654. Altri curlandesi arrivano nel 1657, ma ormai francesi e soprattutto olandesi prendono gradatamente il sopravvento numerico e politico. Tant’è che i colori della bandiera di Trinidad e Tobago, sono gli stessi della Lettonia.

Alle origini indoeuropee della popolazioni si sono aggiunte presenze e contaminazioni culturali, che si riverberano nelle tradizioni e in una cucina fatta di sapori decisi e speziati, frutto di soprattutto delle influenze svedesi, tedesche e russe. E proprio la cultura ha fatto da collante, tenendo insieme un popolo piccolo che ha rischiato di essere totalmente colonizzato dai potenti e numerosi vicini. La musica, il teatro e tutte le altre espressioni artistiche sono state custodite, valorizzate, continuamente stimolate. Al punto che che il livello degli abitanti, se guardiamo ai dati sulla lettura, la scolarizzazione o l’uso delle tecnologie, è al di sopra della media europea. Se a ciò aggiungiamo le testimonianze del passato, ville o castelli, centri storici immersi in una natura ricca ci acque e di verde, in un territorio che dove la duna, l’istmo o il golfo si aprono al mar Baltico, il quadro diventa assai stimolante. Molto di più, se ci possiamo permettere, del solito “tour delle capitali baltiche”. Ma sarebbe come vedere Londra, Parigi e Roma in una settimana, solo facendo meno chilometri e trovando centri meno impegnativi. Il viaggio è un altra cosa.

Leggere

Anime Baltiche, Jan Brokke (Iperborea) 

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www.liveriga.com

www.neiburgs.com

www.lettonia.it

www.latvia.travel

www.lielaisdzintars.lv/en

www.kukduga.lv/en

www.latvia.eu/regional-concert-halls

www.visitkuldiga.com/en/

Ascoltare

Latvia. Music of solar rites. Ensemble Rasa (streaming Amazon)

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