Siena, amore e fantasia. Nei film

Questa alternanza di luci e di ombra sulla superficie liscia delle colline, che come onde del mare si spingono una dopo l’altra fino all’orizzonte, sembra il respiro della vita stessa, il ritmo solenne della natura. […] Questa terra arata di Toscana percorsa dalle ombre delle nuvole è bella quasi come i miei boschi, le mie colline, i miei campi, lontani, russi, antichi, irraggiungibili ed eterni

Andrej Tarkovskij


Così scriveva il regista russo, nel racconto letterario da cui avrebbe preso forma il suo film realizzato in Italia nel 1983, Nostalghia, girato prevalentemente a Bagno Vignoni, nella Val d’Orcia. Dei luoghi toscani, e senesi nella fattispecie, Tarkovskij rimase affascinato, rapito dalle loro atmosfere, dalla loro storia culturale, dai loro colori, dalla loro bellezza quasi eccessiva e sin troppo ridondante.

Luoghi di cui l’autore russo ha saputo coglierne le palpitazioni più interiori e segrete. Luoghi che con la loro luce hanno sovente illuminato gli schermi cinematografici, attraverso uno spettro ampio e variegato, dai suggestivi giochi chiaroscurali di ombre e riflessi, bagliori intensi e tenui baluginamenti, dando luogo a un’immagine che risulta, nel suo complesso, assai poliedrica e multiforme. In questa immagine è inscritto un vasto repertorio di film che indica soprattutto una straordinaria diversità di “comportamenti” visivi nei confronti di un territorio e della sua storia umana e sociale. Quello che ne deriva è così uno sguardo dai mille riflessi, molteplice, contraddittorio, sovrapposto, ampio e variegato.

Fonte di ispirazione di una moltitudine di artisti, di intellettuali e di illustri viandanti, terra di passaggio o di approdo di un gran numero di letterati viaggiatori, i luoghi toscani e senesi sono anche luoghi di transito, di arrivi, di partenze o di spostamenti di una vasta galleria di personaggi che, nel corso di un secolo, hanno trovato la loro visiva rappresentazione sugli schermi cinematografici. Se alcuni autori hanno preferito fermarsi all’aspetto superficiale e di maniera, mostrando dei luoghi senesi soltanto la facciata levigata e cartolinesca e non lasciando immaginare l’imprevedibilità degli scorci e la varietà del suo paesaggio geografico e umano, altri sono invece voluti andare oltre, spingersi a una conoscenza più approfondita, e hanno saputo cogliere – pur nella singolarità delle poetiche e nella diversità degli stili e dei linguaggi – immagini inedite, o immagini usuali ma profondamente interiorizzate e fatte proprie, quasi cercando in esse l’essenza segreta e invisibile delle cose.

Il protagonista del Gladiatore, nelle campagne tra Pienza e Trequanda

Luoghi reali talvolta fatti interagire con quelli dell’immaginazione, caricati di valenze simboliche quale riflesso del mondo interiore dei personaggi, coinvolti in un doppio processo significante, prospettati, nelle loro modulazioni urbanistiche e paesaggistico-ambientali, come “presenze” non soltanto meramente scenografiche ma anche semioticamente pregnanti, spinte verso una zona simbolica, interiorizzate e fatte oggetto di magiche risonanze.

Terre di silenzi, sospiri, rumori e furori, che ci narrano di tormenti interiori e schermaglie amorose, cruenti battaglie e allegre bevute, avvenimenti favolistici e feroci conflitti, sogni e bisogni, misteri e magie, turbamenti e tradimenti, beffe e complotti, imbrogli e sberleffi, riti e miti, antiche arti e lontani mestieri, idilli e dissidi, guerre e pace, farse e drammi, dolcezze e violenze, galanterie e soprusi, racconti proibiti di niente vestiti e piacevoli notti, incantesimi tragici e miracoli che non si ripetono, tragiche notti e molti rumori per nulla, utopie e complessi di colpa, più lunghi giorni e sogni di notti di mezza estate.

Quella del rapporto tra il cinema e le terre senesi e toscane è una lunga storia, fatta di tantissime, fascinose schermiche altre storie.

San Galgano nel film Nostalghia

Per approfondire

Quanti sono i film girati o ambientati in una sola provincia? Ecco alcune pellicole in ordine cronologico che fanno riferimento, almeno in parte, alle varie zone del Senese:

Il fu Mattia Pascal (Marcel L’Herbier, 1929) ; Palio (Alessandro Blasetti, 1932); Tragica notte (Mario Soldati, 1942); Private Angelo (Peter Ustinov, 1948); Il principe delle volpi (Henry King, 1949); Il Cristo proibito (Curzio Malaparte, 1950); I miracoli non si ripetono (Les miracles n’ont lieu qu’une fois – Yves Allegret, 1951); Giulietta e Romeo (Renato Castellani, 1954); La ragazza del Palio (Luigi Zampa, 1957; Il riposo del guerriero (Le repos du guerrierRoger Vadim, 1962); La ragazza di Bube (Luigi Comencini, 1963);

(Federico Fellini, 1963); La calandria (Pasquale Festa Campanile, 1972); Nipoti miei diletti (Franco Rossetti, 1974); Obsession/Complesso di colpa (Brian De Palma, 1976); Sette note in nero (Lucio Fulci, 1977); Il prato (Paolo e Vittorio Taviani, 1979); Messico in fiamme (Sergej Bondarcuk, 1981); Nostalghia (Andrej Tarkovskij, 1983); Donne con le gonne (Francesco Nuti, 1991); Monteriano (Charles Sturridge, 1991); Cari fottutissimi amici (Mario Monicelli, 1993); Con gli occhi chiusi (Francesca Archibugi, 1994); L’arcidiavolo (Ettore Scola, 1966); Il paziente inglese (Anthony Minghella, 1996); La bocca (Luca Verdone, 1991); Al lupo, al lupo (Carlo Verdone, 1992); Molto rumore per nulla [Much ado about nothing] (Kenneth Branagh, 1993);

Io ballo d sola, di Bernardo Bertolucci, 1992

Io ballo da sola (Bernardo Bertolucci, 1996); Grazie di tutto (Luca Manfredi, 1998); Prima la musica poi le parole (Fulvio Wetzl, 1998); Un piccolo monastero in Toscana (Otar Ioseliani, 1988); Un tè con Mussolini (Franco Zeffirelli, 1998); Sogno di una notte di mezza estate [William Shakespeare’s A Midsummer Night’s Dream] (Michael Hoffman, 1999); Io amo Andrea (Francesco Nuti, 2000); Diario di Matilde Manzoni (Lino Capolicchio, 2001); Il gladiatore [The Gladiator] (Ridley Scott, 2000); Heaven (Tom Tykwer, 2002); Piazza delle cinque lune (Renzo Martinelli, 2002); La meglio gioventù (Marco Tullio Giordana, 2003); Sotto il sole della Toscana [Under the Tuscan Sun] (Audrey Wells, 2003); La bambina dalle mani sporche (Renzo Martinelli, 2004); L’amore ritrovato (Carlo Mazzacurati, 2004); Vengo a prenderti [Shadows in the Sun](Brad Mirman, 2005);

007Quantum of Solace (Marc Forster, 2008); New Moon (Chris Weitz, 2009); Letters to Juliet (Gary Winick, 2010); La bellezza del somaro (Sergio Castellitto, 2010); La città ideale (Luigi Lo Cascio, 2012); Sole a catinelle (Gennaro Nunziante, 2013); La scuola più bella del mondo (Luca Miniero, 2014); Basta poco (Andrea Muzzi, 2015); I Medici (serie televisiva) (AA.VV., 2016-2019); Pinocchio (Matteo Garrone, 2019).

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